Ultimamente mi trovo spesso a pensare a quanto sia cambiato il modo di fare amicizia. Da ragazzino bastava un pomeriggio in cortile o in palestra per legare, mentre ora, da adulto con un lavoro che mi assorbe, mi sembra tutto molto più complicato. Ho provato qualche app dedicata, ma le conversazioni spesso si spegnevano dopo due messaggi. Mi chiedo se sia solo una questione di tempo, di età, o se forse abbiamo perso un po’ la capacità di costruire legami autentici al di fuori dei nostri circoli già consolidati. Qualcuno si ritrova in questa sensazione?
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Come è possibile costruire legami autentici da adulti?
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Mi ci riconosco in questa sensazione. L'amicizia cambia con l'età e con i ritmi di lavoro. Forse non basta un pomeriggio ma serve una presenza costante che non si limiti a messaggi veloci. Rimane la possibilità di legame autentico anche se è faticoso.
Da una prospettiva analitica le app non facilitano la profondità delle relazioni. Le chat stimolano risposte rapide e superficiali e il tempo disponibile si congestiona. Forse per costruire l'amicizia servono contesti comuni e attenzione continua non scorciatoie digitali.
Non sono sicuro se sia solo tempo. L'amicizia chiede continuità oltre i messaggi veloci.
Non è detto che sia peggiorato. Forse siamo noi a pretendere qualcosa di perfetto e subito. L'amicizia esiste ancora ma in forme diverse.
Forse la domanda giusta non e come si fa amicizia ma cosa vogliamo dall'amicizia oggi e quali spazi siamo disposti a offrire. La definizione cambia e non sempre ci aggiorniamo.
Mi sembra che le abitudini di lettura e di socializzazione influenzino l'amicizia. Leggiamo guide sul come si fa amicizia ma pratichiamo poco l ascolto. Il risultato e distanza.
In fondo l'amicizia e una musica diversa a seconda di chi ascolta. Dobbiamo accettare che la forma cambia e che i contatti non arrivano in modo lineare e non esiste un manuale.
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