Ultimamente mi sono reso conto che il mio modo di affrontare lo stress è sempre stato quello di tenermi occupato fino allo sfinimento, per non pensare. Ma dopo l’ennesima settimana di lavoro senza respiro, ho avuto una specie di cortocircuito e mi sono ritrovato a fissare il muro per un’ora, completamente svuotato. Qualcun altro ha sperimentato questo passaggio da una frenesia costante a un totale blocco? Mi chiedo se forse dovrei imparare a praticare una sorta di igiene mentale, ma non so nemmeno da dove cominciare.
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Come avviare l'igiene mentale per gestire lo stress?
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Capisco quel muro improvviso dopo settimane di corsa continua. È come se il corpo dicesse basta e la mente si spegne. Forse è l'igiene mentale che ora ti chiede attenzione e non un'altra corsa, e questo va ascoltato senza colpe.
Quello che descrivi rientra nel burnout e nel sovraccarico. L'igiene mentale non è una cura magica ma un insieme di abitudini piccole e costanti, come ritmi di sonno regolari, pause brevi durante la giornata e una riflessione su cosa davvero alimenta la frenesia.
Magari hai interpretato il muro come una sconfitta mentre potrebbe essere una pausa imposta dal corpo. L'igiene mentale qui non è una lista di trucchi ma un modo per ascoltare cosa sta chiedendo davvero la tua testa.
Ti chiedi davvero da dove cominciare con l'igiene mentale e se sia possibile fare un passo senza cadere in nuove pressioni?
Non sono sicuro che la soluzione passi subito dall'igiene mentale come se fosse una dieta mentale. A volte la frenesia è una risposta a qualcosa di reale e va esplorata senza giudizio.
Se vuoi una cornice diversa potresti chiederti non come fermare la direzione ma chi nota cosa ti porta a correre troppo. L'igiene mentale diventerebbe una pratica di ascolto interno piuttosto che una lista di regole.
Potrebbe sembrare complicato ma potresti provare a praticare la metacognizione senza etichette. L'igiene mentale qui significa osservare i pensieri come nuvole e non identità.
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