Ciao a tutti, mi trovo in una situazione un po’ strana e volevo chiedere se a qualcuno è capitato qualcosa di simile. Ho studiato per mesi per l’esame di diritto privato, sentendomi abbastanza preparato, ma durante la prova orale il professore mi ha fatto una domanda molto specifica su un caso pratico che non avevo mai considerato. Sono riuscito a rispondere, ma basandomi più sul ragionamento che sulla teoria precisa del libro. Ora sono in attesa del voto e non so se questa cosa mi abbia penalizzato o se invece apprezzino un approccio più personale alla materia.
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Come bilanciare ragionamento e teoria in una prova orale di diritto privato?
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Capisco la tensione nel diritto privato una prova orale può pesare più della teoria. Se hai seguito un ragionamento solido anche senza citare ogni articolo, è già un segno di comprensione.
Nella pratica del diritto privato spesso contano le capacità di collegare principi a casi concreti, non la ripetizione pedissequa delle nozioni. Se il tuo approccio ha mostrato coerenza logica, potrebbero apprezzarlo anche se non ricordi la formula esatta.
Potrebbe essere che la traccia puntasse su un dettaglio teorico e tu hai risposto con una lettura orientata al ragionamento nel diritto privato, in questo modo la realtà dei casi fa da esame alle regole.
Mi viene da chiedermi se l esame premia davvero la capacità di improvvisare o se punta a testare la memorizzazione nel diritto privato, in ogni caso la tua esperienza non è rara.
Forse sarebbe utile riformulare il problema come una questione di bilanciamento tra teoria e pratica nel diritto privato invece che chiedere se l esame premia l una o l altra strada.
Mi chiedo cosa significhi esattamente quel voto nel diritto privato, l incertezza non è rara.
Una possibile via è considerare la nozione di ragionamento aperto nel diritto privato come un concetto di zona grigia dove non tutto è scritto senza che questo sia un disastro.
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