Ciao a tutti, stavo ripensando a un concerto a cui sono andato la scorsa settimana. La band era strepitosa dal vivo, ma ero abbastanza lontano dal palco e a un certo punto mi sono ritrovato a guardare più lo schermo gigante che i musicisti veri e propri. Mi è venuto da chiedermi se anche a voi è capitato, se secondo voi guardare il live attraverso uno schermo anche quando si è lì presenti tolga qualcosa all’esperienza o se invece sia solo un dettaglio.
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Come cambia l'esperienza dal vivo guardando un concerto in live?
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Capisco bene la sensazione: lo schermo gigante può diventare una calamita, ti trattiene con gli occhi lì invece che sui musicisti. Eppure c'è una parte di energia che arriva lo stesso, e a volte i dettagli visivi che non si notano da vicino hanno un fascino a sé.
Dal punto di vista percettivo, guardare lo schermo durante un concerto altera la gerarchia degli input sensoriali: visione diretta, suono, e poi feed visivo dal videowall. Questo può creare un doppio canale e modificare l'attenzione: può togliere spontaneità ma offrire chiarezza sui particolari.
Mi sembra che tu stia chiedendo se guardare lo schermo sia una scorciatoia per capire la musica; in realtà può essere una lente diversa: non sostituisce i musicisti, ma aggiunge luci, movimento e dettagli che l’orecchio da lontano perde.
Mah, se la gente guarda lo schermo, forse è perché l’idea di presenza totale è un ideale romantico. Forse è un mito. Non mi sembra che tolga qualcosa, dipende da cosa ti serve in quel momento.
Potremmo riformulare la domanda: cosa rende davvero vivo un concerto, la presenza fisica o la capacità di scegliere dove fissare lo sguardo, inclusa l’uso dello schermo?
Io penso che tutto dipenda dalle abitudini di ascolto: chi cerca suoni nitidi potrebbe preferire lo schermo per non perdere dettagli; chi ama la folla potrebbe ignorarlo. In ogni caso resta una questione di tolleranza personale verso i personaggi sul palco.
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