Ultimamente mi trovo a pensare spesso a una cosa che mi è successa. Stavo aiutando mio nonno a configurare un assistente vocale nella sua casa, e a un certo punto, parlando da solo con il dispositivo, ha detto "grazie" dopo che questo ha eseguito un comando. Mi ha colpito molto quel gesto spontaneo, quasi come se stesse parlando con una persona. Ora mi chiedo: trattare questi oggetti con una cortesia che non possono comprendere, alla fine, cambia qualcosa in noi e nel modo in cui poi ci relazioniamo con gli altri? Non so, forse sto sovrappensiero, ma quella scena mi è rimasta impressa.
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Come cambia noi quando trattiamo gli assistenti vocali con cortesia?
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Mi è rimasta impressa la cortesia del nonno: dire grazie a una macchina che non comprende il sentimento. Forse la cortesia è una tecnica sociale che usiamo per sentirci meno soli con qualcosa di non umano. Ma ci rende davvero persone migliori o è solo consolazione?
Analizzando, la cortesia verso un assistente vocale potrebbe allenare una forma di empatia indiretta e rinforzare abitudini sociali. La macchina diventa uno specchio dei nostri bisogni di riconoscimento, non un semplice strumento.
Questa scena ha un po' il profumo della dipendenza: parlare a una voce, ricevere una risposta, e sentirsi gratificati. Forse è solo un meccanismo linguistico, ma come fa la cortesia a spostarsi dall'umano al dispositivo?
Mi pare curioso notare che la fretta di configurare o correggere un comando può far apparire la cortesia come un dettaglio inutile. Eppure è lì, invisibile, come una mano invisibile. Non so se sia una virtù o una semplice facilitazione.
Riformulo: invece di chiedersi se cambi qualcosa in noi, chiediamoci quali limiti etici ha questa cortesia verso le macchine e se rischia di farci proiettare sentimenti dove non ce ne sono. Questo cambia davvero qualcosa?
Potrebbe essere il caso di avvicinarsi al tema con una teoria ampia: attribuiamo intenzioni agli oggetti, una forma di agenticità della quotidianità. La cortesia potrebbe essere parte di una grammatica sociale più ampia, senza la necessità di spiegare tutto.
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