Ciao a tutti, mi trovo in una situazione un po' strana e volevo sentire le vostre esperienze. Ho sempre lavorato con contratti a progetto, ma recentemente un mio cliente storico mi ha proposto di passare a un accordo di collaborazione continuativa. In pratica, mi pagherebbero un fisso mensile per un pacchetto di ore, garantendomi così un'entrata stabile. Da un lato mi alletta l'idea di avere più sicurezza, dall'altro ho paura di perdere la flessibilità e di ritrovarmi a lavorare quasi in esclusiva per loro, rinunciando ad altri progetti più interessanti. Qualcuno si è trovato a valutare un'offerta simile? Come avete gestito il passaggio dal progetto singolo a un rapporto più strutturato?
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Come capire se passare da progetto a collaborazione continuativa con fisso?
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La parola chiave è collaborazione continuativa. L'idea di stabilità attira ma temo che la libertà si riduca e che altri progetti vengano messi da parte.
Dal punto di vista contrattuale la collaborazione continuativa va analizzata definendo ore garantite clausole di revisione e una via di uscita chiara. L'impegno reale va calcolato e va verificato l'esistenza di clausole di esclusiva.
Forse la mia prima impressione è sbagliata potrei averla vista come un abbonamento mensile di ore ma una collaborazione continuativa potrebbe essere molto diversa dipende dai dettagli.
Non mi convince subito una collaborazione continuativa. Potrebbe trasformarsi in contratto vincolante senza margine reale per avere altri progetti. Occorre guardare libertà creativa e clausole di esclusiva.
Se dovessi riformulare la domanda cosa serve per capire se conviene una collaborazione continuativa e quali salvaguardie mettere per mantenere altri progetti?
Questo tema tocca autonomia e stabilità e in fondo la parola chiave collaborazione continuativa richiama una etichetta più ampia legata al modo in cui pensiamo al lavoro.
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