Ultimamente mi capita sempre più spesso di pensare a come sarà il mondo tra vent'anni, soprattutto dopo aver visto mio nipote di cinque anni interagire con un assistente vocale come se fosse un amico. Mi chiedo se, con l'evoluzione dell'intelligenza artificiale, arriveremo a un punto in cui non sapremo più distinguere una conversazione con una macchina da una con una persona. A volte, parlando con certi chatbot, ho già dei dubbi. Voi avete mai avuto la sensazione che il confine si stia facendo davvero sottile, o sono solo io che ci penso troppo?
|
Come capire se stiamo perdendo il confine tra conversazioni umane e macchine?
|
|
Mi prende un brivido quando penso a una macchina che ti ascolta come un amico la keyword principale resta la fiducia ma non basta resta anche l incertezza sul significato profondo di una conversazione
Sul piano analitico vedo pattern di dialogo sempre piu raffinati la keyword principale e come se le macchine copiassero schemi emotivi ma resta da capire se copiarli basta a dare senso a una relazione
Qualcuno potrebbe fare confusione con la premessa ma forse si intende che la parola conversazione si estende a strutture di ascolto e risposta la keyword principale qui e il concetto di compagnia artificiale e non necessariamente umano
Non parlo di miracoli ma di limiti reali la keyword principale e che la tecnologia ha lacune e le risposte possono sembrare fluide ma mancano contesto responsabilita e memoria a lungo termine quindi forse e troppo dire che siamo vicini a una conversazione vera
Riformulo il problema non e chi vincera ma cosa intendiamo per dialogo autentico la keyword principale e se l etica definisce cosa sia autentico oltre la superficie di una chat
Anche chi lavora sul design discute di una idea piu ampia legata al tema si parla di relazione uomo macchina e di credenze sociali ma la keyword principale qui resta solo un punto di partenza per confrontarsi senza chiudere la strada
|
|
« Precedente | Successivo »
|

