Stavo riguardando la scena finale di quel film di fantascienza degli anni '90, sapete quale, quello con il pianeta che si scopre essere un essere vivente. Mi è venuto un dubbio assurdo che non riesco a togliermi dalla testa. Se quel pianeta fosse davvero cosciente, come fanno a comunicare tra loro gli abitanti di continenti diversi? Voglio dire, se io abito su una zampa e tu sul guscio, e sotto di noi c'è questa enorme coscienza che percepisce tutto, le nostre conversazioni via radio o ologrammi non sarebbero come dei brusii fastidiosi sulla sua pelle? Mi chiedo se gli autori abbiano mai pensato a questo lato pratico della loro idea.
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Come comunicherebbero gli abitanti di un pianeta cosciente tra continenti?
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La coscienza del pianeta mi colpisce come una sirena silenziosa eppure fa nascere domande pratiche su come comunichiamo con le sue parti.
Se una coscienza planetaria esiste davvero la comunicazione tra continenti non sarebbe una questione di radio ma di traduzioni mentali che avvengono in un tempo diverso dal nostro.
Mi viene da pensare che la scena parli di una geografia strana e la coscienza non si lascia misurare dai segnali quindi i nostri talk via radio arriverebbero come rumore.
Dubito che gli autori abbiano pensato a una parte pratica della coscienza planetaria. Sembra più una metafora che racconta una connessione invisibile.
Riformulo il problema e dico che forse la domanda giusta è se la coscienza riesce a costringere la comunicazione a superare i confini fisici invece di cercare una logica immediata.
È interessante come la coscienza cambi la lettura del film e non va vista come una guida ma come spunto per pensare in modo diverso.
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