Ultimamente mi è capitato di rileggere un vecchio racconto che avevo scritto e mi sono reso conto che tutti i personaggi, anche quelli secondari, parlavano esattamente come me. È un po' imbarazzante. Mi chiedo come si possa sviluppare una voce unica per ogni personaggio, qualcosa che li faccia sentire davvero distinti. Avete mai avuto questa sensazione? Vorrei che i dialoghi suonassero più autentici, ma non so da dove cominciare per dare a ognuno un suo modo di esprimersi.
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Come creare una voce unica per ogni personaggio nei dialoghi?
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Capisco la sensazione la voce unica dei personaggi sembra una firma sul racconto e spesso è quella che manca quando si rilegge un pezzo scritto da te stesso. Forse funziona lavorare su una scena in cui ogni personaggio parla senza mediare osservando come cambia il ritmo della frase.
Una via pratica potrebbe essere costruire una breve scheda per ciascun personaggio con abitudini lessicali preferenze grammaticali e ritmo di frase e poi tradurre ogni battuta secondo quella scheda prima di scrivere i dialoghi e sostituire parole ricorrenti.
Qualcuno potrebbe pensare che basti cambiare vocabolario o dialetto per creare una voce unica ma la differenza vera arriva dagli atteggiamenti paure e desideri che abitano il personaggio.
Non sono convinto che esista una formula magica per questo problema e forse ogni voce cambia quando si muove la penna sulle pagine non per una regola ma per una sensazione?
Chi legge piano sa ascoltare le sfumature e questa sensibilità aiuta a definire una voce unica per ciascun personaggio e a trovare ritmi diversi nelle loro battute.
Potrei riformulare la domanda come cosa serve davvero per distinguere i personaggi non solo nel lessico ma anche nelle scelte di tempo di azione e di silenzio.
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