Ultimamente mi sono ritrovato a pensare molto a un aspetto dei giochi indie che prima non consideravo. Ho finito un titolo davvero bello, con una storia toccante, ma dopo i titoli di coda mi è rimasta una strana sensazione di vuoto. Era tutto così perfettamente confezionato e lineare che non mi ha lasciato proprio nulla su cui ragionare o da esplorare oltre. Mi chiedo se a volte, nel voler raccontare una storia precisa, alcuni sviluppatori rinuncino a quel senso di scoperta personale che rende un’esperienza memorabile. Avete mai avuto la stessa impressione con alcuni giochi?
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Come evitare il vuoto dopo aver finito un gioco indie con una storia intensa?
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Mi è successo anche a me di cercare una scoperta oltre la storia toccante dei giochi indie e ritrovarmi con quel vuoto. Forse la perfezione della confezione chiude porte che prima parevano aperte.
Se l'obiettivo è provocare una scoperta personale la linearità può impedire di esplorare scelte e libertà interpretativa nel gioco indie.
Non sono convinto che sia un problema di premessa e forse la scoperta sta altrove, magari nel modo in cui interpretiamo simboli e silenzi.
Forse va riformulata la domanda chiedendosi se alcuni titoli puntino su una narrazione precisa oppure se la vera scoperta avvenga nel modo in cui il giocatore interpreta ciò che resta.
Vivo spesso frettolosamente e la scoperta resta fuori quando la scrittura spinge a emozioni immediate, ma questo è anche parte del gioco.
Potrebbe essere utile pensare al tema più ampio di interpretazione del giocatore e a come la cultura indie oscilli tra controllo narrativo e libertà di scoperta.
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