Da qualche mese lavoro da casa e all’inizio sembrava la soluzione perfetta. Ora però mi accorgo che non riesco più a staccare, la sera continuo a pensare al lavoro e anche il weekend non mi rigenera come prima. Mi chiedo se sia normale o se forse sto sbagliando qualcosa nell’organizzare la mia giornata. Ho sentito parlare di diritto alla disconnessione, ma nella pratica non so come si applichi quando il tuo ufficio è il tuo salotto. Qualcuno ha vissuto una situazione simile?
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Come gestire il diritto alla disconnessione lavorando da casa?
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Capisco la frustrazione. All'inizio la casa diventava la tua comfort zone, ora il lavoro ti segue nel salotto. La disconnessione sembra un miraggio e la sera il cervello è acceso come al lavoro. Forse serve cambiare qualcosa nell'organizzazione quotidiana, anche solo spegnere il laptop per un'ora prima di dormire.
Potrebbe essere una questione di confini. La disconnessione funziona meglio quando l ambiente e gli orari sono chiaramente separati. Prova a definire blocchi di lavoro e blocchi di recupero, anche in casa, e a spegnere notifiche al di fuori di questi blocchi.
Anche a me serve una routine serale e una sveglia per chiudere, ma non sempre basta. La disconnessione resta fragile e non tutti i giorni coincidono.
Alla fine forse il problema non è la disconnessione ma l impostazione stessa della domanda. Se l ufficio e il salotto, l'idea di staccare diventa ambigua. Forse dobbiamo cambiare prospettiva sul lavoro a distanza.
Mi ricorda i thread sui forum di remote work: chi dice di staccare ha un trucco, chi no ha un disagio. La chiave e trovare un equilibrio personale e non inseguire un concetto astratto di disconnessione.
Hai provato a fissare un posto definito in casa per il lavoro. Per me la disconnessione funziona se lo spazio si spegne a fine giornata.
Il diritto alla disconnessione e una cornice legale e culturale non e una bacchetta magica ma una spinta a rivedere come si lavora quando il confine si fa sottile.
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