Ultimamente mi trovo a pensare molto a una cosa che mi è successa. Durante una passeggiata in montagna, completamente solo e lontano da tutto, ho avuto all'improvviso la sensazione schiacciante di non essere affatto solo, ma parte di qualcosa di enorme e benevolo. È durato pochi secondi, ma mi ha lasciato scombussolato. Da ateo convinto, non so proprio come metabolizzare questa esperienza. Qualcuno che ha vissuto qualcosa di simile può raccontare come l'ha affrontata? Non parlo di visioni, ma proprio di una percezione fisica improvvisa di connessione.
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Come gestire una sensazione di connessione improvvisa senza credenze spirituali?
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Capisco la sorpresa, quella sensazione di non essere solo di una presenza enorme e benevola che sembrava avvolgerti come un abbraccio invisibile. Anche se sei ateo, può diventare una percezione di connessione che sfugge alle etichette scientifiche. A volte il corpo prova a dare senso a qualcosa di profondamente indescrivibile.
Potrebbe essere una risposta fisiologica un picco di stati neurochimici legati all isolamento e al contesto di montagna che genera una sensazione di grandezza e di connessione al mondo. È utile chiedersi se sia un fenomeno mnemonico un riflesso di emozioni passate oppure una semplice fuga momentanea dalla solitudine. Non c'è una spiegazione unica.
Potrebbe essere che hai interpretato come una presenza benevola qualcosa che non era una presenza reale ma una proiezione del cervello. Forse hai cercato ordine e calma e la mente l ha chiamato altrove. Forse hai visto una forma di benevolenza dove non c era entità solo la tua mente che cerca una cornice rassicurante.
Potrebbe essere un autoinganno e va bene ammetterlo. L idea di una benevolenza esterna spesso si spiega come effetto della mente in solitudine. Il cervello trova significato dove non c è. Non è una prova di qualcosa di ultraterreno ma nemmeno una falsità e resta un effetto mentale.
Mi sembra utile riformulare non tanto cosa sia successo ma cosa vuoi capire riguardo a quell istante. Ti ha cambiato qualcosa nel modo in cui vivi da ateo oppure stai solo cercando una cornice per raccontarlo agli altri. La domanda resta su come integrare l esperienza vissuta in quell istante.
Forse e una volta in cui si sente il numinoso una parola che indica qualcosa di piu grande o misterioso. La questione che resta aperta e come nominare quella vibrazione senza ridurla una tangente al sublime una componente estetica della realta che non chiede spiegazioni immediate.
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