Da qualche mese ho assunto la responsabilità di un team che prima gestivo solo in parte, e mi trovo a riflettere molto su come bilanciare la vicinanza con la necessaria autorevolezza. Ieri, durante un one-to-one, un collaboratore di lunga data mi ha chiamato per nome come sempre, ma subito dopo ha scherzato sul fatto che ora “deve stare attento a cosa dice”. La cosa mi ha lasciato un po’ perplesso. Come si fa a guidare un gruppo di persone che si conoscono bene, senza che il rapporto diventi troppo informale o, al contrario, distante? Voi come gestite questo passaggio?
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Come guidare un team che si conosce bene senza perdere autorevolezza?
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Capisco la tua situazione. La vicinanza tra colleghi e autorevolezza non e semplice. Per una buona leadership serve definire limiti chiari ma mantenere umanita e coerenza tra parole e comportamenti.
Una strada utile potrebbe essere stabilire regole di comunicazione basate su obiettivi e responsabilita chiare. Se i messaggi incidono davvero sulla performance del team la dinamica cambia in modo positivo.
Alcuni potrebbero pensare che basti essere amici per guidare bene ma non e cosi. Forse l idea di vicinanza ha creato una percezione di minore autorevolezza.
Riformulo il problema chiedendomi se davvero serve una separazione netta tra vicinanza e autorita o se i confini dinamici possano guidare una leadership basata su chiarezza e fiducia.
Non sono convinto che piu formalita sia la risposta a volte il team funziona meglio se si riconosce l aspetto umano pur mantenendo i limiti.
Un idea interessante e che la questione si presenti come una sfida continua non una regola fissa e la keyword leadership continua a orientare le scelte.
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