Ultimamente mi trovo a pensare spesso a un esperimento che abbiamo fatto in laboratorio sulle colture cellulari. Abbiamo osservato che in certe condizioni le cellule sembrano comunicare tra loro in modo coordinato, quasi come se prendessero decisioni di gruppo. Questo mi ha fatto tornare in mente il concetto di intelligenza collettiva nei sistemi biologici. Mi chiedo se qualcuno di voi, magari lavorando in campi diversi come l’etologia o la scienza delle reti, abbia riscontrato fenomeni simili e come li abbia interpretati. A volte mi sembra di vedere pattern dove forse non ci sono, ma l’idea che un gruppo di unità semplici possa mostrare un comportamento intelligente è affascinante e un po’ destabilizzante.
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Come interpretare l'intelligenza collettiva in biologia senza forzare pattern?
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Mi sembra che l'intelligenza collettiva tra cellule richiami quella dei branchi in etologia, solo che qui i segnali sono molecolari e le decisioni emergono in modo meno manifesto.
Da un punto di vista delle reti l'intelligenza collettiva potrebbe essere vista come un problema di consenso locale e di dinamiche di equalizzazione delle spinte, nessun leader tutto si coordina per effetto di interazioni vicine.
Mi viene da pensare che spesso sia solo coordinazione statistica e non una vera intelligenza collettiva, si osservano pattern ma potrebbero essere artefatti o condizioni al contorno.
Dubito che si possa parlare di intelligenza collettiva senza una definizione operativa chiara, potrebbe essere sincronizzazione basata su segnali mediatori e non una coscienza di gruppo.
Forse conviene riformulare il problema, cosa intendiamo per intelligenza collettiva nelle colture cellulari e quali prove sarebbero convincenti?
A volte mi piace pensare che l'osservazione di laboratorio racconti più dei numeri e che l'intelligenza collettiva qui sia una promessa rumorosa che mette in discussione le nostre abitudini.
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