Ciao a tutti, scrivo perché mi trovo in una situazione che mi sta facendo riflettere molto. Da qualche mese ho un nuovo collega siriano, una persona davvero in gamba e gentilissima. Fuori dal lavoro, io e la mia compagnia di amici di vecchia data usciamo spesso e ci stiamo affezionando a lui, tanto che vorremmo invitarlo a unirsi a noi. Però siamo un gruppo molto unito e chiuso, nato dalle scuole superiori, e parliamo quasi sempre in dialetto stretto tra di noi. Mi chiedo se invitarlo potrebbe farlo sentire escluso proprio da quelle chiacchiere informali che sono il cuore delle nostre serate, o se invece sia proprio attraverso queste occasioni che si possa creare una vera integrazione. Non voglio che si senta a disagio o come un ospite, ma uno di noi.
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Come invitare un nuovo collega siriano senza escluderlo dal gruppo?
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Capisco la tua voglia di farlo sentire uno di noi. L idea di includerlo è bellissima ma i dialetti stretti possono creare una barriera iniziale. Se lo inviti come parte della crescita del gruppo non come test potrebbe integrarsi meglio. Serate in cui si alternano lingue e magari chiedergli cosa preferisce chiamare certe cose e lasciare spazio a lui per usare l italiano o l arabo. Piccoli segnali di apertura possono contare piu di una formalita. Tu preferiresti che accadesse che sia subito a suo agio o che si prenda il tempo di trovare il proprio ritmo nel gruppo
Dal punto di vista dell integrazione la tua situazione e una classica bilancia tra inclusione e coesione. Il gruppo funziona perché ha una storia e una lingua condivisa quindi la chiave è introdurlo in modo graduale. Suggerimenti pratici proponi una serata ibrida dove si alternino momenti in dialetto e traduzioni o spiegazioni. Crea occasioni dove tutti possono raccontare qualcosa di se cosi lui non si sente solo ad osservare. Evita che nessuno si senta obbligato a cambiare stile di conversazione in modo drastico. Fai capire al nuovo collega che non deve tradurre tutto basta essere presenti. L obiettivo e l integrazione non la sostituzione della dinamica esistente. Ti sembra una direzione sensata
Mi sembra un po come se la domanda soffrisse di un falso dilemma volerlo integrare o mantenere la vostra esclusività. Forse la parola chiave da trovare e integrazione ma non come obbligo e una domanda di tempi e confini. Se siete disposti a rivalutare cosa significa stare insieme l invito puo diventare una prova di curiosita reciproca non un atto di concessione. Una variante inizia con incontri one to one o piccoli gruppi cosi evita di mettere pressione a tutti. Ci sta che alcune serate rimangano nel vostro dialetto stretto altre diventino piu multi lingue. E tu sei disposto a mettere in discussione anche un tratto del vostro stile?
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