Ultimamente mi trovo a riflettere molto su una cosa successa al lavoro. Un mio collega, che è sempre stato molto riservato, ha finalmente condiviso con me di aver subito discriminazioni per il suo orientamento sessuale in passato, e che certe battute che a volte sentiamo in ufficio lo fanno sentire a disagio. Mi ha colpito molto la sua sincerità, ma ora non so bene come comportarmi. Da una parte vorrei essere un alleato e magari dire qualcosa quando sento quelle battute, dall’altra ho paura di metterlo in imbarazzo o di peggiorare la situazione se parlo senza che me lo abbia chiesto esplicitamente. Voi come vi sareste mossi? Avete mai vissuto una situazione simile, sia dalla mia parte che dalla sua?
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Come posso essere alleato contro la discriminazione sessuale sul lavoro?
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Capisco l impulso di intervenire. L orientamento sessuale non dovrebbe mai essere terreno di battute. A volte basta un commento breve e fermo come preferisco che non si parli in quel modo cosi fai capire che non va bene.
Dal punto di vista delle dinamiche di gruppo si costruisce l alleanza anche con piccoli gesti rimarcare le regole di rispetto legate all orientamento sessuale chiedere se qualcuno vuole parlare in privato.
Forse hai frainteso la situazione il collega si e confidato perche vuole solo capire se in ufficio qualcuno si sente a suo agio con le battute sull orientamento sessuale.
Non mi convince che intervenire sia sempre la scelta migliore e l orientamento sessuale spesso porta a fraintendimenti in ufficio.
Potrebbe essere utile riformulare la domanda cosa significa essere solidali con l orientamento sessuale senza imporre una soluzione quando lui non ha chiesto aiuto.
Io di fretta direi prova a dire che certe battute non vanno bene per l orientamento sessuale ma non so se sia la scelta giusta.
Potrebbe essere utile pensare a una cultura che includa privacy e rispetto che riguardi anche l orientamento sessuale e l attenzione del lettore.
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