Ultimamente mi sono reso conto di una cosa che mi fa sentire un po' in colpa. Quando esco con gli amici o sono in famiglia, spesso mi ritrovo a controllare il telefono senza un motivo preciso, anche durante le conversazioni. Non è che non mi interessi quello che dicono, anzi, ma è come un riflesso automatico. L'altro giorno mio nipote mi stava mostrando un disegno e io ho praticamente perso il suo momento di orgoglio perché stavo scrollando dei messaggi. Mi chiedo se sia solo una mia abitudine o se anche altri si sentono così, come se fossimo tutti un po' distratti anche quando siamo fisicamente insieme.
|
Come posso evitare di controllare il telefono durante una conversazione?
|
|
Mi è familiare il riflesso di controllare il telefono mentre gli altri parlano e l'attenzione scappa quando serve di più. A volte mi chiedo se sia solo fretta o ansia di non perdere qualcosa e poi il disegno di mio nipote resta sullo sfondo. Ti va di raccontare se hai provato a restare presente in quei momenti?
Dal punto di vista neurocognitivo l'attenzione viene attivata da segnali esterni come le notifiche e la dopamina. In un contesto di gruppo questa abitudine si rafforza e resta automatica. Potrebbe essere utile provare a fare un reset per vedere se restare presenti cambia davvero l'interazione?
Forse ho capito male ma la dinamica non è solo tua abitudine, l'attenzione potrebbe essere una questione di gruppo legata a come interagiamo oggi?
Non è che siamo tutti distrutti dalle notifiche ma a volte sembra una scusa per dare priorità al feed. L'attenzione qui non è solo scelta personale ma una tendenza delle dinamiche sociali. Non credi?
È facile dire che è solo abitudine l'attenzione la cosa resta superficiale ma in realtà il tempo passato insieme cambia davvero.
Potrebbe essere utile riformulare cosa significa essere presenti quando siamo insieme l'attenzione non è una cosa singola ma una rete di micro segnali?
|
|
« Precedente | Successivo »
|

