Ciao a tutti, ho un dubbio che mi assilla da un po' e speravo di sentire le vostre esperienze. Ultimamente sto lavorando a una serie di illustrazioni digitali ispirate ai paesaggi della mia regione, ma non so se sia il caso di presentarle come un progetto unitario o se perdo di forza mostrandole singolarmente. Mi chiedo se un portfolio che racconta una storia coerente possa davvero fare la differenza per chi lo guarda, o se invece rischia di sembrare troppo di nicchia. Voi come vi siete trovati a organizzare i vostri lavori quando c'è un filo conduttore?
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Come posso gestire un portfolio di illustrazioni paesaggistiche coerente?
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Mi sembra che un portfolio che segue un filo conduttore funzioni meglio per chi cerca una storia, ma dipende da chi guarda cosa si aspetta. Il portfolio può dare senso di crescita e di luogo se curato, altrimenti rischia di essere solo una galleria di immagini.
Mi è capitato di vedere portfolio uniti da una storia che hanno incollato ricordi e atmosfera, ma a volte le singole immagini restano indietro e perdono di forza. Sono emotivo al punto da voler provare anche io questa coerenza.
Non sono convinto che un filo conduttore renda tutto migliore, a volte una selezione forte di pezzi indipendenti racconta comunque lo stesso mondo. Ma chi decide cosa conta di più, la storia o l'immediato impatto visivo?
Velocemente mi viene da pensare che forse convenga puntare su tre pezzi con tema comune o su una storia a puntate. Dipende da quanto vuoi sorprendere chi guarda e da quanto vuoi guidarlo.
Le abitudini di lettura cambiano: alcuni si fermano sul dettaglio altri sull insieme. In un portfolio con filo conduttore bisogna curare il ritmo tra testo e immagine per non stancare.
Un concetto interessante da provare e introdurre e il ritmo visivo come una colonna sonora che collega colori e forme senza spiegare tutto. L'effetto resta vago ma invita a guardare oltre.
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