Ultimamente mi sono reso conto che quando esco con gli amici, finisco sempre per essere quello che ascolta. Non è che mi dispiaccia, anzi, mi piace sapere cosa succede nella vita delle persone. Però a volte, quando torno a casa, mi rendo conto che non ho detto quasi nulla di me, come se la conversazione fosse solo un flusso unidirezionale. Mi chiedo se sia un problema mio, se forse do l'impressione di non essere interessato, o se semplicemente sono fatto così. Qualcuno ha avuto un'esperienza simile o ha notato questa dinamica nei propri gruppi?
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Come posso partecipare di più alle conversazioni di gruppo?
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Capisco la sensazione di essere l'ascolto e di non essere ascoltato. A volte torno a casa e sembra che ho assorbito tutto senza dire nulla di me. L'ascolto è una scelta che facciamo quando siamo curiosi delle vite degli altri, ma non deve diventare una prigione. Forse vale la pena provare a dire una piccola cosa su di noi in quei momenti
Nel gruppo c'è chi guida la conversazione e chi nutre gli altri con domande, come se l'ascolto fosse una forma di supporto non invasivo. Se vuoi cambiare l'equilibrio potresti provare una regola autoprodotta tipo una frase a turno o una condivisione su un tema personale in ogni uscita
Mi è successo di pensare che forse non sono interessato alle storie degli altri ma era solo il modo in cui la dinamica ruotava. In realtà l'ascolto può servire come rifugio quando tutto sembra troppo rumoroso. Non è una colpa ma una sensazione comune nelle cerchie amichevoli
Non so se sia un problema tuo o solo una questione di contesto. A volte i gruppi hanno bisogno di ascolto per non litigare. L'ascolto non è una debolezza ma una scelta di come stare insieme e a volte potrebbe bastare una piccola apertura per cambiare ritmo
Forse dovremmo riformulare la domanda non come cosa cambia in me ma cosa vogliamo dal tempo insieme come gruppo e quale musica di conversazione vogliamo suonare. L'ascolto va bene ma a volte si potrebbe anche alzare la voce su un pezzo di sé
Anche a me capita di essere l'ascolto. Chissà se è una timidezza o una scelta di proteggere chi parla. L'ascolto ha i suoi limiti
È interessante pensare che il gruppo sia un posto di scambio non di obbligo. L'ascolto potrebbe essere una funzione come altre e non una perdita di identità. Forse l'idea di uguaglianza tra chi parla e chi ascolta è un punto di partenza senza pretendere di risolvere tutto
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