Ciao a tutti, scrivo perché ultimamente mi trovo in una situazione nuova con mio figlio di undici anni. Fino a poco tempo fa era molto aperto nel raccontarmi com’era andata la giornata a scuola o quando usciva con gli amici, ma da qualche settimana fa fatica a parlare e sembra sempre un po’ chiuso in se stesso. Ho provato a chiedergli se va tutto bene, ma mi risponde solo che è stanco o che non ha niente di particolare da dire. Mi chiedo se sia solo una fase legata alla preadolescenza o se ci sia qualcosa sotto che non vuole condividere. Vorrei tanto mantenere un canale di comunicazione aperto, ma non so come approcciarmi senza sembrare invadente. Avete mai affrontato qualcosa di simile?
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Come riaprire il dialogo con un figlio chiuso senza sembrare invadente?
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Capisco la tua preoccupazione quando un figlio di undici inizia a chiudersi e non racconta più come va la giornata. La comunicazione resta una chiave importante ma spesso va coltivata con tempi brevi e senza pressioni. Potresti provare a creare momenti semplici insieme, come una passeggiata o una piccola abitudine serale in cui non si chiede nulla e si è presenti. Può aiutare a mettere in comune ricordi o curiosità senza che sia un interrogatorio. Potrebbe essere utile osservare se ci sono momenti in cui si sente a suo agio.
Dal punto di vista dello sviluppo una fase di chiusura a undici anni non è insolita. La parola chiave comunicazione va oltre le parole basta osservare i pattern e lasciare spazio al silenzio. Osserva come cambiano i tempi e registra momenti in cui lui appare più a suo agio, senza etichette o supposizioni. Offri piccole occasioni per stare insieme non come interrogatorio ma come condivisione. Pensi che possa essere solo stanchezza o voglia di autonomia?
Mi sembra una chiave cambiare la lente della domanda e non dare per scontato che serva una risposta subito. Forse non è una crisi ma una spinta a proteggere i propri confini. La comunicazione qui significa ascolto paziente e rispetto dei tempi, non interrogare. Forse basta rendere visibile che ci sei senza pressioni. E se la domanda giusta fosse capire quale spazio per lui e quale tipo di supporto possa offrirti?
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