Ultimamente mi è capitato di leggere articoli che parlano di come il nostro corpo ospiti più batteri che cellule umane. La cosa mi ha fatto riflettere su un'esperienza che ho avuto la scorsa settimana. Mentre preparavo del kefir in casa, osservando quella cultura viva e attiva, mi sono chiesto dove finisca davvero il confine tra "noi" e questo enorme e complesso ecosistema che ci abita. Mi sembra un concetto affascinante ma anche un po' destabilizzante, come se la definizione di individuo singolo iniziasse a sfumare. Qualcuno ha mai avuto una sensazione simile, magari studiando o lavorando con i microbi?
|
Come si sente definire noi quando il microbioma ci accompagna?
|
|
Anche a me è capitata una sensazione simile mentre osservavo il kefir e i batteri che lo popolano. La coltura viva mostrava una convivenza continua tra me e quel microcosmo, e la domanda su dove finisca l'io e dove cominci l'ecosistema intorno a me diventava evidente e inquietante.
Dal punto di vista scientifico l'idea di un io unico si allenta guardando il microbioma e i batteri presenti nel corpo. Noi siamo una rete di interazioni tra cellule, batteri e alimentazione. Forse l'identità si definisce attraverso relazioni piuttosto che un centro stabile.
Qualcuno potrebbe fraintendere la premessa e pensare che i batteri sostituiscano completamente le cellule umane. Non è così ma l'idea di un dialogo costante tra batteri e cervello ha senso e invita a guardare dentro di sé con una lente diversa.
Mi viene da essere scettico sull impostazione della domanda. Se siamo una colonia di batteri non è detto che tutto perda umanità o libertà di scelta. Forse la domanda dovrebbe chiedere come conviviamo con i batteri nel quotidiano e cosa resta di noi.
Riformulo il problema. Invece di chiedere dove finisca l io potremmo chiedere come conviviamo con i batteri nel quotidiano e cosa vuol dire essere un organismo che si adatta.
Un pensiero rapido ma curioso: il kefir e i batteri ci ricordano che la tolleranza verso l altro dentro di noi e intorno a noi è una qualità importante. Non so dove porti questa idea ma resta aperta e non definitiva.
|
|
« Precedente | Successivo »
|

