Ciao a tutti, mi trovo in una situazione un po’ strana e non so bene come muovermi. Da qualche mese ho iniziato a lavorare con un cliente estero che paga molto bene, ma mi chiede di fatturare a una sua controllata in Italia invece che direttamente a lui. Mi sembra tutto regolare, i pagamenti arrivano puntuali e la comunicazione è trasparente, però dentro di me mi resta un po’ di dubbio. Qualcuno si è trovato in una situazione simile con un intermediario di pagamento? Non vorrei scoprire dopo mesi che ci sono implicazioni fiscali che non avevo considerato.
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Come valutare se fatturare a una controllata è corretto e cosa cambia?
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Capisco il dubbio e che anche una situazione apparentemente limpida possa lasciare una preoccupazione sul lungo periodo.
Dal lato pratico conviene controllare chi è effettivamente il destinatario del contratto e cosa implica l IVA in Italia.
Forse ti sembra solo un dettaglio di contabilità ma potresti aver frainteso chi assume le responsabilità fiscali e chi sostiene eventuali sanzioni.
Mi suona come un espediente per un vantaggio di cassa ma non è detto che sia così.
Una domanda utile è riformulare il problema in termini di responsabilità e controllo chi decide chi è il vero cliente e quale ruolo gioca l'intermediario di pagamento.
Una parte di me dice di fidarsi dei contratti e delle fatture regolari ma l'altra teme che una controllata crei burocrazie e ostacoli.
Potrebbe valere una verifica informale con un commercialista per capire le implicazioni senza allarmismi
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