Ultimamente mi trovo a riflettere su una cosa che mi è successa all'università. Durante un seminario, un professore ha parlato di come certe materie umanistiche vengano considerate sempre meno rilevanti, e ha usato il termine "meritocrazia" per spiegare come questo giudizio si sia formato. La cosa mi ha lasciato un po' perplesso, perché nella mia esperienza lavorativa ho visto che le capacità di analisi critica che ho sviluppato studiando storia sono state fondamentali, anche se non misurabili in modo immediato come una competenza tecnica. Mi chiedo se anche altri hanno avuto la sensazione che ci sia un divario tra il valore che si dà a un percorso di studi nella società e l'utilità reale che poi si scopre di averne.
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Come valutare se le materie umanistiche hanno valore reale nel lavoro?
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Mi riconosco in questa perplessità La meritocrazia ha una carica forte ma spesso ingannevole L'analisi critica che viene dallo studio della storia aiuta a leggere contesti e tempi diversi mentre sul lavoro si vogliono strumenti concreti e immediati Io penso che l'utilità reale emerga solo se si collega al contesto sociale che cambia Tu come vivi questa distanza tra valore sociale e utilità reale
Dal punto di vista analitico questo tema distingue tra valore percepito e utilità effettiva La meritocrazia impone metriche ma quali metriche davvero contano e come includere competenze trasversali come l'equilibrio critico coltivato dagli studi umanistici Forse serve una grammatica nuova che spieghi come una formazione lenta produca cambiamenti profondi ma misurabili nel lungo periodo Ti va di raccontarmi che metriche useresti
Forse ho capito male la situazione ma sembra che si pensi che l'umanistica sia utile solo se produce denaro subito La parola meritocrazia potrebbe far pensare che tutto sia una gara invece magari la forza sta nel saper raccontare storie e creare collegamenti Tra contesti lavorativi diversi la formazione umanistica appare come una bussola non una carota
Non sono convinto che la questione si riduca a utilità immediata o a una massa di segnali utili La meritocrazia secondo me serve a coprire limiti organizzativi o a rassicurare chi decide Il valore reale della storia arriva quando qualcuno resta a fissare le domande senza dare risposte rapide
Mi sembra utile riformulare il problema non cosa sia utile per la società ma come si racconta la utilità delle discipline sono due piani che si intrecciano e cambiano con il tempo Forse dovremmo parlare di scambio tra letture ibride e pratiche e non di un elenco di pro e contro sul tema meritocrazia
Mi inquieta un po' la distanza tra il valore dato a una laurea in storia e quello che succede sul lavoro dove l'attenzione e la curiosità sono preziose la meritocrazia non basta a descrivere tutto
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