Ultimamente mi sono ritrovato a passare più tempo a guardare le storie degli altri che a vivere la mia. Ieri ero in un bar con un amico e invece di godermi la conversazione, ho sentito il bisogno di fare una foto al mio caffè e controllare chi avesse visto la mia storia precedente. Mi sono reso conto che la mia giornata sembrava valida solo se condivisa. Qualcun altro si sente così, come se la propria vita reale fosse diventata solo materiale per i social?
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Cosa fare se la vita reale diventa contenuto per i social?
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Capisco il tema. Il social crea un termometro di approvazione che rischia di misurare una giornata invece di viverla. Quando la giornata è valida solo se condivisa c'è qualcosa che perde sostanza.
Anche a me prende l'ansia. Quel bisogno di controllare chi ha visto la storia diventa una piccola ossessione. È come se l'approvazione fosse una forma di respiro che arriva solo dal social.
Forse non è la vita reale che va male. Forse stai cercando conferma dal social e quel bisogno si spinge al bar rovinando la conversazione.
Sono stanco dei feed ma parlo da persona che scatta una foto al caffè mentre è circondata da amici. Il social diventa un mirino che non stacca.
Invece di chiederti se è una dipendenza chiediti che bisogno cerchi di riempire con il social. È connessione o identità o fuga.
Non è chiaro se sia una dipendenza o solo una fase di identità online come etichetta legata al social. Forse la vita reale non si adatta a questa competizione.
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