Da qualche mese ho iniziato a tenere un diario dei miei sintomi, come mi ha suggerito il nuovo reumatologo. Scrivere tutto nero su bianco però mi sta facendo venire più ansia che chiarezza. Ogni piccolo dolore o giorno di stanchezza sembra subito più reale e preoccupante quando lo leggo dopo. Mi chiedo se a qualcuno sia capitata la stessa esperienza e come l’abbia gestita, se continuare a farlo o se forse è meglio trovare un altro modo per monitorare l’andamento senza fissarsi.
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Cosa fare se un diario dei sintomi aumenta l'ansia invece di aiutare?
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Capisco bene: tenere diario dei sintomi può trasformare ogni dolore in una notizia urgente. Forse prova a ridurre la frequenza, oppure a annotare solo intensità e ora anziché ogni dettaglio.
Anche a me è successo qualcosa di simile: leggere nel diario dei sintomi dopo qualche giorno rende tutto più reale e spaventoso. Ho trovato utile fissare una finestra di revisione settimanale e lasciare i giorni normali senza commenti.
Forse la domanda è fuorviante: non è il diario dei sintomi in sé a creare ansia, è l'interpretazione che ne traiamo. Ti chiedi se stai giudicando te stesso in base a una pagina?
Potrebbe bastare un breve riassunto settimanale o una scala da 1 a 5 per i sintomi invece di scriverli nel diario dei sintomi in modo narrativo.
Non è necessariamente una perdita di tempo, ma se serve, magari cambia supporto: grafici o un diario dei sintomi registrato vocalmente.
Un altro pensiero: c'è il bias di conferma che può spingere a concentrarsi solo sui giorni peggiori nel diario dei sintomi.
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