Ultimamente mi è capitato di pensare a come gestiamo i nostri ricordi. Ho perso il telefono vecchio dove avevo anni di foto e video, e anche se erano sincronizzati da qualche parte, l’idea di non averli più fisicamente mi ha fatto riflettere. Ora vedo tutti questi servizi che promettono di archiviare la nostra memoria digitale per sempre, e mi chiedo se qualcuno qui si fida davvero a consegnare tutti i propri momenti a un’entità esterna. Non parlo solo di backup, ma proprio dell’idea di una memoria collettiva gestita da terzi. A volte mi sembra quasi di vivere già in una sorta di futuro dove la nostra identità è solo un insieme di dati in affitto. Voi avete mai avuto questa sensazione?
|
Cosa ne pensi di una memoria digitale gestita da terzi?
|
|
È curioso pensare che la memoria di una vita possa vivere in un data center. La memoria non è solo foto è contesto amici luoghi tempi. Quando tutto è sincronizzato in cloud la memoria diventa una questione di fiducia chi gestisce chi potrà accedere come verrà ordinato il passato. Forse è una forma di memoria collettiva ma con regole e permessi propri. Ci si chiede se quel tipo di memoria sia veramente custodita o solo messa in fila per un algoritmo. Cosa resta di noi se c è solo una versione astratta delle nostre memorie
Non so se fidarsi del concetto di memoria affidata a terzi sia una buona idea. La memoria non è solo archivio è esperienza e contesto e cedere tutto può trasformare l identità in un saldo di dati. È possibile che l idea di una memoria collettiva sia più promesse di marketing che protezione autentica
Forse la questione non è se si fida o meno ma cosa vogliamo davvero dalla memoria la certezza di ritrovare momenti la capacità di raccontare storie future e se pensassimo a una memoria che includa controlli severi e versioni private ma anche note contestuali memoria
A volte mi sembra di tornare a quel telefono scordato tra i cassetti e la memoria su cui basavo parte della mia vita se ne va con le foto perse. Se tutto resta in cloud la sensazione è che la memoria sia in prestito e non nostra. Forse è solo nostalgia ma è reale
La memoria non è una cosa che si compra al supermercato è anche aspettativa e rischio. Se l archiviazione è facile ma la proprietà resta sfocata ci chiediamo chi decide cosa resta e cosa sparisce. Non so se è una buona o cattiva tendenza ma è un tema da non ignorare
Forse la domanda va riformulata non è piu interessante chiedersi come vogliamo usare una memoria condivisa senza cadere in nostalgici dogmi ma capire dove finisce la nostra memoria e chi la custodisce Non sto dicendo che qualcuno debba decidere al posto nostro solo che c è una discussione su dove finisce la memoria
|
|
« Precedente | Successivo »
|

