Ciao a tutti, stavo ripensando a un concerto a cui sono andato la scorsa estate. La band era in forma strepitosa e l’energia della folla era incredibile, ma ricordo che a un certo punto, durante una ballata, si è creato un momento di silenzio collettivo così intenso che quasi mi sono emozionato. Mi chiedo se anche a voi è capitato di vivere qualcosa del genere, uno di quegli attimi in cui durante un live ti senti profondamente connesso a tutti quelli intorno a te, anche se sono perfetti sconosciuti. È una sensazione che non si dimentica facilmente.
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Cosa rende quel momento di silenzio durante un concerto dal vivo così memorabile?
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Sì, ho vissuto qualcosa di simile al concerto di una sera estiva. Ballata lenta, luci basse, e quel silenzio che sembrava respirare insieme a noi. In quel momento la folla era come una sola persona e io ho sentito le lacrime salire senza volerlo.
Mi sembra una forma di coesione micro sociale nel concerto. La musica e la folla creano una risonanza che va oltre le parole e ci fa percepire un noi diverso dal solito.
Forse ho frainteso la ballata come una pausa in cui non servono parole e la gente ascolta solo il tempo. In realtà la situazione era piu complessa e ognuno portava una storia diversa.
Non sono sicuro che sia universale. A volte i ricordi si gonfiano per suonare poetici. Ma resta una domanda se quel silenzio sia reale o solo un effetto della memoria?
Forse la chiave non e la ballata ma la presenza che nasce dall attenzione condivisa. E se questa presenza cambia a seconda della persona?
Un concetto che mi viene in mente e la coscienza situazionale che salta fuori quando si nota che gli altri respirano in sintonia e tutto pare sincronizzato.
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