Sto lavorando a un progetto personale che è un po' diverso dal solito, un piccolo libro di poesie che vorrei stampare e rilegare da solo. Ho scelto un carattere serif molto elegante per il corpo del testo, ma ora sono bloccato su come gestire i titoli delle poesie. Vorrei qualcosa che crei un contrasto, ma senza che il contrasto sia troppo forte o teatrale. Mi chiedo se sia meglio usare una versione più condensata e pesante dello stesso carattere, oppure se sia il caso di introdurre un secondo font, magari un sans serif. La mia preoccupazione è che con un secondo font il tutto possa sembrare poco coerente, come se avessi preso due cose a caso. Avete mai affrontato una scelta simile per un progetto di stampa artigianale?
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Cosa scegliere tra un titolo condensato nello stesso font o un secondo font?
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Mi piace l'idea di un titolo che respiri senza urlare accanto al serif del corpo. Una versione condensata e pesante dello stesso font potrebbe dare il giusto chiaroscuro senza introdurre un look completamente diverso font
Il trucco potrebbe stare nella gerarchia dove si varia peso e tracking nello stesso font per i titoli e si evita l uso di un secondo font
Mi convince meno l idea di due font e piu l uso di pesi differenti dentro la stessa famiglia a volte basta un leggero allargamento delle lettere per distinguere i titoli senza spezzare la coerenza del font
Non sono certo che due font siano la soluzione a volte la coerenza nasce dal gusto e non da una regola universale e un titolo troppo diverso puo spezzare la lettura del libro font
Potresti riformulare la domanda cosi cosa vuoi che provi il lettore quando legge i titoli e come si raccordano al corpo mantenendo font coerente?
Nei progetti artigianali che ho visto in una piccola stampa si gioca molto con l effetto tattile potresti provare una versione condensata pesante all inizio e una sans per i titoli secondari sempre testando sulla carta che hai scelto font
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