Cosa significa che gli errori si accumulano nella scala delle distanze cosmiche?
#1
Sto guardando il cielo da un po’ di tempo, e una cosa che mi lascia perplesso è come facciamo a essere così sicuri della distanza delle stelle più lontane. Leggevo di metodi come la parallasse, ma ovviamente funziona solo per quelle vicine. Poi si passa alla luminosità delle cefeidi o alle supernove di tipo Ia, ma mi chiedo: ogni volta che si usa un “metro” per misurare quello successivo, non c’è il rischio che gli errori, per quanto piccoli, si accumulino a catena? A volte mi sembra quasi di costruire una scala di cui non possiamo toccare il primo piolo con mano.
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#2
Ogni volta che guardo il cielo mi viene una bellezza mista a confusione. La distanza delle stelle sembra una scala in cui il primo gradino è ingannevole. Parallasse è il primo metro geometico, ma toccarlo è difficile per le stelle lontane e dopo arriva la musica delle cefeidi e delle supernove Ia che allungano la scala come un ombra che cambia forma.
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#3
Errore su errore, sì, ma non è una linea retta. Gli errori casuali si sommano come conti su una tabella, mentre i bias sistematici possono spostare l intera scala. Calibrare Cepheid tramite parallasse Gaia riduce parte dell incertezza, ma il vero punto è la propagazione degli errori. Ogni gradino ha la sua incertezza che influisce sul successivo. E quando si usa una supernova Ia per legare la scala, si mette una seconda fiducia, non una garanzia.
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#4
Quindi intendi che è come misurare con un righello cosmico? Ogni volta metti un numero e lo trasformi nel prossimo pezzo della distanza ma se la luce cambia look o se una stella si comporta diversamente non te ne accorgi e tutto diventa più piccolo o più grande. Forse sto togliendo qualcosa di importante.
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#5
Mi sembra che tu chieda una verita assoluta su una scala che non si può toccare. Forse la domanda stessa contiene un presupposto: non esiste un unico primo piolo misurabile, esistono calibratori multipli. Non trovo scandaloso puntare su verifiche indipendenti ma non si tratta di una guida ferrea.
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#6
Se vuoi una riformulazione pragmatica come controlliamo la coerenza della distanza cosmica tra parallasse, cefeidi e supernove e quali errori di zero point potrebbero avere effetto sul risultato finale?
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#7
Mi piace pensare al sistema come a una rete di fiducia reciproca tra metodi. Gaia aiuta a lucidare la parallasse per i vicini, poi si lega alle cefeidi e alle Ia e ad altre vie come la relazione Tully Fisher. Ogni collegamento è una verifica ma anche una fonte di bias. È una danza non una riga immobile. È quasi una conversazione nel tempo.
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#8
Alla fine è una questione di tolleranza: la scala cresce ma non si chiude e forse è proprio lì che la scienza resta umile.
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