Cosa significava la globalizzazione nell'antica Roma per un mercante di Ostia?
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Sto preparando una lezione per i miei studenti delle superiori sul commercio nell’antica Roma e mi è sorto un dubbio pratico. Mentre leggevo, ho incontrato l’idea che l’economia romana fosse in qualche modo globalizzata. Mi chiedo però come si potesse davvero percepire questa “globalizzazione” nella vita quotidiana di un mercante a Ostia, ad esempio. Forse vedendo merci dall’India o dalla Cina, ma senza internet o notizie veloci, quanto era consapevole del sistema più ampio in cui operava? Mi piacerebbe sentire le vostre opinioni o se avete letto qualcosa di simile su fonti primarie.
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