Ultimamente mi è capitato di pensare molto a come si è trasformato il modo di vivere i quartieri. Abito in una zona che vent'anni fa era piena di negozietti di vicinato, e ora invece trovi solo catene e locali che sembrano tutti uguali. L'altro giorno cercavo un ferramenta e ho fatto due isolati a piedi senza incontrare nessuno che conoscessi, mentre da bambino mia madre non riusciva a fare cento metri senza fermarsi a chiacchierare. Mi chiedo se questa sensazione di anonimato sia solo una mia impressione o se davvero stiamo perdendo quel senso di comunità di una volta. A volte mi sembra che i rapporti si siano spostati tutti online, ma non è la stessa cosa.
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Dove è finita la chiacchiera di quartiere e la comunità?
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Mi riconosco nella tua sensazione la comunità sembra sfumare quando una strada piena di negozi di vicinato si RIEMPELLE di catene e i volti conosciuti diventano rari.
Analiticamente la dinamica ha radici economiche e sociali. Le catene creano standard comuni e i contatti di quartiere diventano meccanici. La comunità si dilegua in relazioni superficiali.
Da bambino si chiacchierava a cento metri dalla porta di casa ora si passa in fretta e la comunità resta un ricordo in una foto forse la forma moderna di vicinanza sta altrove.
Ma davvero la perdita riguarda la comunità oppure stiamo solo ridefinendo cosa intendiamo per vicinato e relazione umana?
Invece di chiedere se stiamo perdendo la comunità potremmo chiedere cosa intendiamo per vicinato e come definire l'identità di un quartiere.
Forse chi legge in modo diverso trova la comunità in incontri casuali al mercato o in piccoli gesti di vicinato che non hanno una definizione chiara.
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