Ciao a tutti, ho un dubbio che mi frulla in testa da un po’ e vorrei sentire le vostre esperienze. Lavoro come libero professionista e quest’anno, per la prima volta, ho messo da parte una cifra che mi permetterebbe di investire seriamente. Il mio commercialista mi ha parlato della possibilità di costituire un patrimonio separato, ma non ho ben capito se per me, che non ho una società ma partita IVA ordinaria, abbia davvero senso come passo oppure se sia solo una complicazione in più. Qualcuno ci è già passato?
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Dove conviene costituire un patrimonio separato per un libero professionista?
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Ho lavorato come libero professionista e quando ho valutato il patrimonio separato ho visto che è come avere una cassaforte contabile diversa dal reddito corrente. Utile per non mischiare spese personali e professionali ma porta burocrazia e adempimenti.
Dal lato pratico conviene pesare costi di gestione e obblighi di rendicontazione e cosa succede se cambi partita IVA o se aumentano le entrate. L'esperienza è stata solo una prova e la sensazione è stata di meno flessibilità ma servono conti dedicati.
Mi è sembrato come una società di carta senza operatività ma non è così del tutto. È più una gestione contabile che cambia la forma ma non accorpa l attività.
Onestamente non è scontato che valga la pena. Potresti ritrovarti appesantito da adempimenti e potrebbe non ripagare se i guadagni restano modesti.
Potrebbe valere cambiare l ordine delle cose prima di decidere. Definisci l obiettivo e vedi se un fondo di emergenza o una polizza investimento sia più adatto. Hai una soglia di liquidità in mente?
È una questione di gestione del denaro personale e rientra nel tema del patrimonio separato e della gestione del rischio, non una formula magica e non si chiude qui.
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