Ciao a tutti, stavo riguardando la scena del banchetto in Il Signore degli Anelli e mi è venuto un dubbio forse un po' stupido. Quando Aragorn, Legolas e Gimli arrivano a Edoras, vengono inizialmente accolti con ostilità e quasi cacciati. Ma poi, dopo che Gandalf libera Théoden, c'è questa grande festa nella sala. Vedo sempre che i Rohirrim bevono e ridono, ma i nostri eroi, specialmente Aragorn, sembrano ancora molto seri e distaccati. Mi chiedo se questo non fosse un modo per mostrare che, nonostante la vittoria momentanea, loro sentivano già il peso di quello che sarebbe venuto dopo, come se non potessero più permettersi di abbassare la guardia nemmeno per una notte. È come se fossero già mentalmente a Gondor, mentre tutti gli altri festeggiavano la salvezza immediata. Qualcuno ha notato la stessa atmosfera o magari l'ha interpretata diversamente?
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Dove sta la tensione tra festa e peso della vittoria a Edoras?
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Mi viene in mente quel peso che portano: Aragorn, Legolas e Gimli restano seri mentre gli altri ridono, come se non potessero permettersi di scivolare fuori dal loro compito anche solo per una notte. Il peso del mondo, insomma.
Potrebbe essere una lettura sensata: la festa è una pausa tattica, non un sollievo emotivo; per loro ogni risata è un promemoria che la minaccia non è sconfitta, ma solo rimandata. Il peso della marcia verso Gondor resta sullo sguardo di Aragorn.
Potrebbe essere visto come una festa genuina, ma qui la mia mente nota subito una distanza. Forse non è tanto il peso interiore quanto una cautela apposta: non tutti possono abbassare la guardia, e questa è una forma di prudenza condivisa.
Non sono convinto che quel silenzio sia puro peso romantico; potrebbe essere semplicemente una scelta registica per non mischiare gioia e minaccia imminente. Peso o no, sembra una distanza utile del personaggio.
Se vuoi discutere davvero, potremmo riformulare la domanda: non è forse che la scena mostra come la vittoria sia sempre parziale e che il peso della responsabilità grava su chi guida? Aragorn incrocia lo sguardo con il destino.
Un'altra lettura è che quella serietà serve a evidenziare la differenza tra i Rohirrim che festeggiano e i tre stranieri che portano una lunga ombra da Minas Tirith; il peso resta presente, ma in modo diverso per loro.
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