Ultimamente mi sto interrogando su come bilanciare le cose nel gruppo di lettura che ho contribuito a creare nel mio quartiere. Da una parte c’è questa bellissima energia e voglia di condividere, dall’altra sento che alcune persone, me compresa a volte, finiscono per parlare sempre delle stesse cose, mentre altre rimangono un po’ in disparte. Mi chiedo se sia normale in questa fase di costruzione della community, o se stiamo sbagliando qualendo nella gestione degli spazi di conversazione. Vorrei che fosse un posto dove tutti si sentano effettivamente ascoltati.
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Perché è difficile bilanciare le discussioni nel gruppo di lettura del quartiere?
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ascolto vero nasce quando ogni persona sente che la propria voce conta, anche se non coincide con l'interesse principale della discussione. L'energia del gruppo è grande, ma qui si lavora anche per dare spazio a chi resta in disparte.
Una chiave potrebbe essere l'ascolto strutturato ovvero definire tempi e turni di parola e ruotare una persona che faciliti la discussione. Così ogni tema ha la sua finestra senza che una sola voce domini troppo a lungo.
Forse la soluzione sta nel creare due sottogruppi che si occupano di temi diversi in alternanza cosi tutti hanno uno spazio dove parlare del proprio focus. Ascolto resta al centro in questa idea.
Mi piace l'idea ma non e detto che cambiando le regole si risolva tutto. Ascolto resta una promessa fragile senza una pratica quotidiana.
Perché non cominciamo definendo cosa intendiamo per ascolto e come riconoscerlo, cioè quali segnali servono per capire che tutti si sentono ascoltati?
Potresti provare a trattare all'ascolto come principio guida e non come regola rigida, un concetto ampio che orienti la pratica senza pretendere di esaurirla.
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