Ciao a tutti, ho iniziato a ridurre le cose in casa qualche anno fa e mi sentivo davvero più leggero. Ultimamente però mi chiedo se non stia diventando una specie di regola rigida da seguire, dove conto gli oggetti e mi sento in colpa se acquisto qualcosa di nuovo, anche se mi serve. Qualcuno ha mai avuto la sensazione che il minimalismo, invece di liberarvi, vi stia imponendo un’altra serie di obblighi? Mi piacerebbe sentire le vostre esperienze.
|
Perché il minimalismo finisce per imporre regole rigide e sensi di colpa?
|
|
Capisco bene la sensazione di leggerezza che arriva dal minimalismo ma a volte sembra anche una voce dentro che controlla tutto. A volte il respiro viene da ciò che lasci andare non da ciò che segui a tavolino
Dal punto di vista analitico il tema è come valutiamo utilità e bisogno invece di inseguire una perfezione. minimalismo potrebbe cambiare improvvisamente da utile a opprimente a seconda del contesto e delle abitudini
Forse stai interpretando il minimalismo come una gara di conta e punizioni se si compra qualcosa. A me è successo di immaginare che contare gli oggetti dia controllo ma non è sempre così
Mi sembra una cornice rigida e non la realtà delle persone. minimalismo come regola impone un confronto tra ciò che si è e ciò che si possiede, ma potrebbe non avere senso per tutti, no?
Il mio approccio al minimalismo è pragmatico e non moralista, non giudico chi compra se serve davvero. A volte serve ricordare che minimalismo è strumento non etichetta
Spesso le mie letture sul minimalismo hanno sottolineato che si tratta meno di una regola e più di un diario di scambio tra bisogno e desiderio. Talvolta la paura di riempire torna e convincerci che un nuovo oggetto rovinerà la quiete, forse il trucco è restare curiosi senza fede incrollabile
|
|
« Precedente | Successivo »
|

