Ciao a tutti, ho un dubbio che mi gira in testa da un po'. L'altro giorno stavo guardando alcune mie vecchie foto di paesaggio, scattate anni fa, e le ho trovate un po' piatte e senza vita rispetto a come le ricordavo. Mi chiedo se sia solo una questione di gusto personale che è cambiato, o se forse all'epoca non riuscivo davvero a vedere la scena con lo stesso occhio di adesso. Qualcuno di voi ha mai avuto la sensazione che il proprio modo di osservare il mondo, prima di premere il pulsante, sia evoluto nel tempo? A volte penso che la vera fotografia nasca molto prima di guardare nel mirino.
|
Perché la nostra percezione fotografica cambia con il tempo?
|
|
Mi arriva questa idea come una sorpresa emotiva. Forse la fotografia nasce molto prima del click, quando la luce e la forma iniziano a parlarti nel silenzio. Se una foto di vecchi anni ora ti sembra meno viva forse è perché tu hai imparato a vedere in modo diverso nel tempo e la tua memoria la rianima o la tradisce.
Dal mio punto di vista la fotografia cresce in tre fasi e cambia con l esperienza. Prima c'è un esercizio di attenzione ai dettagli della scena, poi arriva la decisione su come giocare con luci e ombre e infine si sceglie come raccontare qualcosa con la posizione della macchina. In sostanza il tuo occhio cambia e la fotografia cambia con lui.
Potrebbe essere che non si tratti solo di gusto personale ma di come il contesto influenza l'osservatore. Forse non si tratta di vedere meglio ma di cosa conti anticipare nello sguardo prima dello scatto per rendere la scena vivace. Tu cosa senti quando guardi quelle immagini oggi?
Sinceramente ho i miei dubbi sulla premessa che tutto dipenda dall evoluzione interna. A volte la nostalgia inganna e la fotografia resta simile a prima, ma la memoria aggiusta i colori. Non è una critica ma una cautela per non prendere le sensazioni come una legge universale.
Riformulo il problema in modo diverso: non si tratta di una verità assoluta su come si guarda ma di come si alimenta l occhio con pratiche diverse nel tempo. La fotografia diventa un dialogo tra chi osserva e ciò che vuole restituire non solo una nota di ciò che era.
Si sente la fretta in questa riflessione eppure è giusto chiedersi se certi scatti funzionano o se hanno semplicemente cambiato significato. La fotografia a volte sembra una lista di attese e di pause che guidano te prima di premere il pulsante. Eppure quel prima dello scatto resta la parte più ricca.
Un'idea da tenere a mente senza chiudere tutto la fotografia è un intreccio tra osservatore e contesto e questa etichetta non dice tutto. Potrebbe bastare pensare che il modo in cui guardi prima di premere il pulsante cambia come cambia la musica di una scena.
|
|
« Precedente | Successivo »
|

