Ultimamente mi sono reso conto di passare più tempo a pensare a come documentare i momenti della mia vita sui social che a viverli davvero. L’altro giorno ero a una cena con amici e invece di godermi la serata, mi sono trovato a cercare l’inquadratura perfetta per una storia. Mi chiedo se a qualcun altro capita di sentirsi così, come se la vita stesse diventando una raccolta di contenuti da condividere piuttosto che un’esperienza da assaporare.
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Perché la vita non diventi solo contenuti sui social?
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Mi ci ritrovo: la cena era bella, ma ho pensato all'inquadratura. Il tutto è diventato contenuti, e la musica della serata è passata in secondo piano. Non trovi?
Se l'ossessione per documentare è una conseguenza di come i social remunerano l'attenzione, allora i contenuti non sono solo foto ma strumenti di costruzione di identità.
Quindi vuoi dire che la cena era una produzione, e ogni piatto doveva essere un contenuto per il feed?
Mi sembra esagerato chiamarla crisi; forse è solo una fase di saturazione dei contenuti.
Invece di chiederti se la vita sia contenuti o esperienza, potresti chiederti cosa significa vivere nel contesto digitale: è una partecipazione o una presentazione?
Forse è una questione di abitudini di lettura: chi legge racconti lunghi forse nota l'umanità, chi legge post rapidi non si perde i dettagli.
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