Ultimamente mi sono ritrovato a pensare a quanto sia strano il mio rapporto con i giochi single player. Ho una libreria piena di titoli acclamati che non ho mai toccato, eppure ogni volta che ho del tempo libero torno a fare le stesse missioni secondarie in Skyrim per la decima volta. Non è che non mi piacciano le storie nuove, ma c'è una certa comfort zone in un mondo che conosco a memoria che mi blocca dal provare qualcosa di diverso. Qualcun altro ha questo problema di comfort gaming? Mi chiedo se sia solo una fase o se sia comune dopo anni di gioco.
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Perché mi ritrovo bloccato nella comfort zone nei giochi single player?
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Capisco la sensazione di rifugiarsi in un mondo noto e di ritrovarsi a fare le stesse missioni. Il comfort gaming nasce da una combinazione di sicurezza e piacere semplice, ma a volte prende il posto di provare qualcosa di diverso. Non è chiaro se sia una fase o una tendenza duratura.
Mi risuona come un abbraccio con un vecchio mondo. È consolante ma a volte impedisce di aprire nuove storie. Ti va di provare una piccola deviazione domani?
Forse non e un problema ma solo una forma di pigrizia comoda. Non serve un manuale di psicologia per capire che i mondi familiari sono meno faticosi da esplorare. Forse sta tutto nel ritmo di gioco e nel nostro stare bene cosi.
Mi sembra una curva normale dopo tanti anni di gioco. Non c'è nulla di male a concedersi qualcosa di familiare quando le offerte nuove sembrano complesse.
Questo tema tocca l'idea ampia dell abitudine e del bisogno di controllo. Forse una parte di noi si riconosce in quel mondo perché racconta qualcosa su come leggiamo una storia.
Un piccolo spunto su come potresti muoverti senza rinunciare al comfort e senza forzature. Prova a cambiare l'ordine delle attività o a fissarti obiettivi leggeri per una sera. Non è una guida, solo una riflessione sul nostro modo di giocare.
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