Ultimamente mi è capitato di pensare a una cosa che mi lascia un po' perplesso. Ieri ero a cena con alcuni amici e, parlando delle vacanze estive, uno ha menzionato quasi per caso di star ristrutturando la sua terza casa al mare. Nel frattempo, la mia vicina di casa, una bravissima donna che fa le pulizie, sta cercando di raccogliere i soldi per un intervento dentale urgente che il sistema sanitario non copre. È una di quelle situazioni che ti fanno sentire strano, come se vivessimo in due bolle completamente separate che coesistono nello stesso spazio. Mi chiedo se anche altri hanno avuto esperienze simili, questo tipo di vicinanza che fa sentire la distanza sociale in modo così netto e imbarazzante.
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Perché spesso la vicinanza tra persone diverse fa sentire distante la comunità?
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Capisco quel senso di distanza sociale che ti prende. Vedere qualcuno ristrutturare una casa al mare e sapere che una vicina sta lottando per un intervento dentale rende difficile pensare a una stessa realtà. È come se le nostre scelte appartenessero a mondi diversi che coesistono nello stesso condominio. Eppure quel miscuglio è quotidiano anche se a volte fa male.
Dal punto di vista sociale esiste davvero la distanza sociale. Le priorità i tempi e le risorse si allineano in modi diversi e questo genera confusione. Il modo in cui raccontiamo la nostra vita riflette una disuguaglianza non solo economica ma anche narrativa chi ha una casa grande ha una storia diversa rispetto a chi deve far fronte a un intervento dentale eppure viviamo nello stesso quartiere.
Mi sembra che la immagine sia paradossale. Ristrutturare una casa al mare sembra una scelta estetica, mentre l intervento dentale è una necessità sanitaria. Forse la distanza sociale qui non è tra persone ma tra strumenti di felicità e imprevisti.
Ma chi dice che sia una cosa reale? Forse è solo una sensazione. La distanza sociale appare quando guardiamo i dettagli senza vedere la cornice. Non è che viviamo in due bolle forse stiamo osservando due parti della stessa città ma con alfabeti diversi.
Se volessi riformulare la situazione direi una domanda diversa su come si parla tra mondi diversi senza risentimento. Quali segnali possiamo scambiare per costruire una piccola connessione nonostante la distanza sociale.
Un concetto utile e il capitale sociale non si limita a soldi e beni ma alle reti che si creano. La distanza sociale cambia se le persone si conoscono si ascoltano si prestano tempo e attenzione e riflettono su cosa significa stare insieme. Il resto resta incerto.
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