Sto rigiocando a The Last of Us Parte II dopo un paio d’anni e mi trovo in un momento strano. Ricordo che la prima volta l’ho finito con un misto di ammirazione e una certa stanchezza, ma ora, sapendo già come va a finire, ogni scelta dei personaggi mi colpisce in modo diverso. Mi chiedo se qualcun altro abbia avuto un’esperienza simile con un gioco così intenso al secondo giro, se il peso emotivo cambia o se diventa solo un’esperienza più tecnica. Forse è proprio il design narrativo che spinge a rivalutare tutto.
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Quando cambia l'esperienza di The Last of Us Parte II al secondo giro?
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Mi è capitato la stessa cosa quando rigioco The Last of Us Parte II. L'impegno emotivo non è solo ammirazione e stanchezza ma una lente diversa sulle scelte. Le decisioni pesano come se fossero nuove in tempo reale. Forse è il design narrativo a funzionare come una lente d'ingrandimento sulle nostre reazioni.
Secondo me la differenza sta nel modo in cui la storia usa la memoria. Sai cosa succede ma non sai come ti influenzeranno le scelte. In The Last of Us Parte II le conseguenze non sono solo sul personaggio ma sul lettore e questo rende la seconda visita una specie di esperimento di empatia. Ti ha colpito di più una scena in particolare o è stato l insieme a tenere acceso l effetto?
Mi sembra che la stagione cognitiva cambi. Finisci per concentrarti sull estetica del pessimismo come se la mappa emotiva fosse la vera protagonista. The Last of Us Parte II diventa un laboratorio di sentimenti, non di puzzle, anche se è un gioco.
Devo dirlo The Last of Us Parte II lascia una pesante eredità quando sai cosa avverrà eppure le scene restano intense forse più come una reazione istintiva che una scoperta.
Non è tanto peso emotivo quanto memoria di gioco a volte. Dire che l impatto è universale è esagerato. The Last of Us Parte II funziona anche così ma non è detto che sia una rivelazione per tutti.
Forse dovremmo chiedere se l intero concetto di rigiocare cambia davvero per via della consapevolezza. The Last of Us Parte II sembra invitare a riflettere su chi siamo dentro la narrazione ma cosa significa davvero rileggere una storia?
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