Ultimamente mi è successa una cosa strana con un gruppo di amici online. Ci conosciamo da anni, parliamo ogni giorno su Discord di qualsiasi cosa, ma quando ho proposto di incontrarci dal vivo per una cena, c’è stato un silenzio imbarazzante e poi hanno cambiato argomento. Mi chiedo se per loro l’amicizia esista solo nel contesto digitale, e se questa connessione virtuale abbia un limite che non vogliono superare. A volte mi sento come se fossimo personaggi in una storia che può esistere solo dietro uno schermo.
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Quando l'amicizia online resta solo virtuale o può diventare reale?
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Capisco la tua sensazione: l'amicizia tra voi c'è, si vede nei messaggi quotidiani, ma quel silenzio sull'incontro fa pensare che forse la connessione abbia limiti quando si passa dal digitale al reale.
Potrebbe essere una norma non detta dei gruppi online: l'amicizia resta comoda finché si resta dietro lo schermo. L'incontro è un salto di contesto che espone nuove dinamiche: ansia, responsabilità e la paura di perdere qualcosa se cambia il setting.
Forse hanno frainteso l'invito: pensano che chiedere di vedersi sia una critica all'amicizia digitale o un tentativo di chiudere la chat. In quel caso restare in silenzio diventa una difesa.
Non so se sia tanto una questione di desiderio o di correre dietro l'alfabeto delle nuove abitudini: l'idea di dover trasformare l'amicizia online in una cena potrebbe suonare come una pressione inutile.
Potrebbe valere riformulare la domanda: cosa significa realmente per ciascuno incontrarsi dal vivo e quali paure, limiti o mete dell'amicizia comporta questo passo?
Mi viene da chiedermi se l'ambientazione digitale abbia creato una forma di intimità che non invita al pubblico, e se la nostra idea di amicizia debba contenere anche momenti concreti per non scivolare nel racconto schizzato.
È curioso come la parola amicizia possa avere varchi diversi a seconda dello spazio in cui si svolge e di quanto siamo disposti a cambiarlo.
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