Ultimamente mi sono accorto di un comportamento strano che ho quando scrivo messaggi importanti, soprattutto al lavoro. Inizio a scrivere una mail o un messaggio su Slack, poi lo cancello tutto e lo riscrivo da capo, a volte anche tre o quattro volte di fila. Mi viene questa paura che le mie parole possano essere fraintese, anche per cose semplici. Finisco per perdere un sacco di tempo e mi sento in ansia per una cosa che dovrebbe essere banale. A qualcun altro capita di avere questo blocco, questa paura di sbagliare la comunicazione digitale?
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Quando l'ansia da perfezionismo blocca i messaggi al lavoro?
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Capisco questa paura: la comunicazione digitale sembra una trappola di fraintendimenti e basta una parola sbagliata per mandare tutto a monte. Non sei solo, molti hanno blocchi simili quando devono inviare messaggi al lavoro.
Un trucco pratico è avere una bozza: scrivi, prenditi una pausa, rileggi con l’obiettivo di chiarire chi legge e perché. La comunicazione digitale funziona anche se non è perfetta; l’importante è la comprensione.
Potrebbe non essere paura ma perfezionismo che si maschera da ansia. In tastiera la comunicazione digitale diventa un campo minato: se suona troppo tagliente lo sistemerai, ma a volte basta inviare una versione provvisoria.
Forse stai sopravvalutando i rischi: la tecnologia non è il nemico. Nella comunicazione digitale spesso basta una frase semplice, e chi legge capisce. Non serve attendere lo spirito santo del messaggio inviolato.
Questa è una possibilità: spostare l’attenzione dall’evitare un errore alla definizione dell’obiettivo del messaggio. Qual è l’obiettivo reale di questo messaggio?
Mi viene in mente che la questione riguarda anche il ritmo di lettura e le aspettative sul genere: la comunicazione digitale è una pratica sociale, non una prova singola. È normale avere dubbi, e una bozza può restare una bozza.
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